ELIANT rappresenta le persone che vogliono vivere in un Europa culturalmente diversa, con libertà di scelta per quanto

riguarda l’educazione, l'economia, la riforma sociale, l'agricoltura biologica e la medicina complementare o integrata.

Relazione finale Petizione ELIANT

21 gennaio 2021

Grande risalto della petizione

Garantire la libertà di scelta nell’educazione!

ELIANT e Alleanza per l’istruzione umana chiudono la raccolta di firme

 

96 294 persone di tutta Europa hanno sostenuto con la loro firma quanto ELIANT e Alleanza per l’istruzione umana chiedono per il sistema educativo:
il mantenimento della possibilità di scelta a favore di scuole materne ed elementari libere da schermi.
I responsabili della formazione devono poter decidere autonomamente se e per cosa impiegare media digitali come supporto educativo. Questo vale in modo tutto particolare per i primi dodici anni di vita, in cui si collocano lo sviluppo senso-motorio e i passi sociali ed emotivi fondamentali del processo di maturazione.
Il Piano d'azione per l'istruzione digitale 2021-27 sottolinea la „promozione di un ecosistema educativo digitale prestante" nonchè „il rafforzamento delle competenze digitali della popolazione nell'epoca digitale“. Le firme sono state raccolte per chiarire alla Commissione UE e ai Parlamentari UE che le esigenze educative umane e relative al mondo reale di bambini e ragazzi devono essere tenute in sufficiente considerazione. Le 96 294 firme costituiscono un vigoroso appello per questa importante esigenza.

 

Il retroscena

L’economia e la politica trainano a gran velocità la trasformazione digitale della società. Questo accade nelle scuole secondo l’espressione chiave "Istruzione digitale“. La tecnica utilizzata a tale scopo consiste oggi in smartphone, tablet e WLAN. In questo modo l’insegnamento, la scuola e l’apprendimento vengono definiti sempre più tramite la tecnica (mediatica). I 96.294 firmatari di questa petizione si battono a livello europeo per un‘ „Istruzione Umana“ che si orienti secondo le fasi e le regole dello sviluppo fisico, morale e spirituale. I firmatari considerano la trasmissione di ampie competenze digitali 96 ovviamente un compito essenziale della scuola. Quest’ultima ha però come obiettivo, accanto a una fondamentale comprensione delle modalità di funzionamento della tecnologia digitale, anche quello di educare al suo uso creativo, responsabile e critico.

Però: tutto a suo tempo! I bambini hanno diritto a un periodo dello sviluppo, per conquistare con tutti i sensi, attraverso il movimento e il gioco creativo, il loro ambiente reale (integrazione senso-motoria). Solo questa combinazione di esperienze sensoriali e motorie nell’ambiente li porta ad ancorarsi in maniera sana nello spazio e nel tempo e a svilupparsi fisicamente e spiritualmente secondo la loro età. Precisamente questo diritto a un periodo dello sviluppo è quanto chiedono i 96 294 firmatari della nostra petizione.

Ricerche indipendenti1 in psicologia dello sviluppo e neurobiologia dimostrano in modo convincente che i media digitali impiegati troppo presto ostacolano lo sviluppo e riducono le esperienze reali allo scorrere le dita sullo schermo. A seguito del limitato movimento fisico, della fissità oculare e di un’esperienza gravosa per il capo e priva di resistenza, essi conducono a una carenza di stimoli neuronali, che si oppone al sano sviluppo cerebrale. Pongono a rischio i bambini nel loro sviluppo attraverso una serie di effetti negativi: eccesso di stimoli, pericolo di dipendenza, estraniazione dalla natura nonché danni al controllo degli impulsi e del patrimonio di pensiero riflessivo.

Lo scopo dell’istruzione e dell‘insegnamento è quello di educare gli scolari a diventare persone che pensano e decidono autonomamente. La trasformazione digitale della società necessita di persone che pensano da sé e decidono e agiscono autonomamente. I bambini lo apprendono soprattutto nella connessione sociale dell’aula, attraverso il dialogo e lo stare insieme direttamente. L’apprendimento ha luogo nel combinarsi armonioso di testa, cuore e mani. Il cervello è un organo relazionale, che per svilupparsi necessita dell’attività fisica e dell’auto-esperienza nell‘ambiente.2 Pionieri dell’informatica quali Steve Jobs, Bill Gates e Jeff Bezos lo hanno riconosciuto, e hanno agito di conseguenza: non danno smartphone ai propri bambini e ne regolano in maniera restrittiva i contatti con l’informatica.3

 

Contenuti della petizione
Cosa chiedono 96.294 cittadini e cittadine europei

Le scuole materne ed elementari devono avere il diritto e la libertà di lavorare solo con media analogici. Le istituzioni libere da schermi non devono essere trascurate dal punto di vista finanziario.

  • Il denaro pubblico non dovrebbe essere destinato soltanto all’acquisizione delle tecnologie informatiche, bensì anche alla formazione continua pedagogica, focalizzata non solo sull’utilizzo consono all’età e sulla comprensione dello sviluppo infantile, ma anche sull’impiego competente dei media. Altrimenti risulterebbe impossibile rispondere alla crescente necessità di fornire consulenza competente alle famiglie che presentano problemi nell’utilizzo dei media.
  • Deve rimanere aperta a genitori e responsabili dell’istruzione la possibilità di scegliere una forma di educazione mediatica che si orienti allo sviluppo infantile, p. es. metodi analogici come „CS unplugged“ (un programma di insegnamento che trasmette senza computer funzioni fondamentali tratte dall’informatica). Gli elementi basilari dell’informatica vanno insegnati al più presto a partire dal 12° anno di vita. Successivamente l’approccio alle principali modalità di funzionamento della tecnologia informatica può diventare più complesso, per esempio, per chi è interessato, attraverso un’introduzione ai linguaggi della programmazione (AG o analoghi).
  • Hardware e software dovrebbero essere impiegati ampiamente solo alle superiori (scienza, formulazione, utilizzo e analisi dei media) e collocati in maniera sensata in un concetto pedagogico. A quell’età i ragazzi sono in grado, dal punto di vista della psicologia dello sviluppo, non solo di utilizzare queste tecnologie, ma anche di comprenderne le modalità di funzionamento, le potenzialità e i rischi. Dovrebbe essere posta molta attenzione anche all’utilizzo attivo dei media digitali, p.es. creare video, strutturare siti web o scrivere testi online.
  • Sono da tenere in considerazione gli esiti di ricerche in merito alle radiazioni di microonde pulsanti, polarizzate, emesse da router WLAN, smartphone e tablet. La posizione della ricerca in merito ai rischi per la salute dei campi WLAN elettromagnetici (a 2450 MHz) è chiara. Non c’è motivo di provvedere scuole materne ed elementari di connessioni WLAN ed esporre bambini nell’età della crescita a questi rischi evitabili. Deve restare intatta la possibilità di scegliere di collegare tecnicamente le scuole a internet soltanto via cavo e/o VLC.4

1 Cfr. Teuchert-Noodt, Gertraud (2015): „Zu Risiken und Chancen fragen Sie das Gehirn“, in: Lembke, Gerald / Leipner, Ingo: „Die Lüge der digitalen Bildung“, 3. edizione, Redline, Monaco di Baviera
2 Cfr. Thomas Fuchs (2017): „Presentazione“, Conferenza 'A healthy digital ecosystem’“, in: https://eliant.eu/fleadmin/user_upload/Conference2017/Development_in_the_age_of_digital_media_01.pdf, Bruxelles

3 Cfr. Bilton, Nick (2014): „Steve Jobs Was a Low-Tech Parent“, in: https://www.nytimes.com/2014/09/11/fashion/steve-jobs-apple-was-a-low-tech-parent.html del 06.02.2018
4 Ctr. Wilke, Isabel (2018): „Biologische und pathologische Wirkungen der Strahlung von 2,45 GHz auf Zellen, Fruchtbarkeit, Gehirn und Verhalten", in: umwelt-medizin-gesellschaft 1/2018. Wilke analizza oltre 100 studi che dimostrano la dannosità dei WLAN per la salute.

 

 

Gli attori

Alleanza per l’istruzione umana
Nessuno apprende digitalmente. Nessuna via è „priva di alternative“. Ne siamo convinti: l’istruzione non è digitalizzabile, lo sono al massimo i contenuti dell’apprendimento. Per questo motivo nel 2017 abbiamo costituito l‘„Alleanza per l‘istruzione umana“, al fine di sviluppare alternative sostenibili alla „fabbrica di apprendimento 4.0 guidata digitalmente“.
Internet: http://www.aufwach-s-en.de
Contatto stampa: Ingo Leipner / Mob. 0162/8192023 / ingo.leipner@ecowords.de
Lora Ivanova / Mob. +359 89 5523703 / lora.ivanova@eliant.eu

ELIANT
ELIANT è stata fondata nel 2006 per battersi non solo per la libertà di scelta in Europa, ma anche per il mantenimento e il continuativo sviluppo di possibilità di scelta e della collegata molteplicità culturale. ELIANT significa Alleanza Europea di Iniziative per l’Antroposofia Applicata. Internet: https://eliant.eu
Contatto stampa: Lora Ivanova / Mob. +359 89 5523703 / lora.ivanova@eliant.eu

 

Raccomandazioni bibliografiche

Edwin Hübner (2020): Menschlicher Geist und Künstliche Intelligenz, Freies Geistesleben
Michaela Glöckler, Ralf Lankau, Ingo Leipner, Gertraud Teuchert-Noodt (2020): Digitale Medien im Kreuzfeuer der Kritik, Bündnis für humane Bildung
Ingo Leipner (2020): Die Katastrophe der digitalen Bildung, Redline
Ralf Lankau (2020): Alternative IT-Infrastruktur für Schule und Unterricht / 2. GBW-Flugschrift, Gesellschaft Bildung und Wissenschaft
Manfred Spitzer (2020): Die Smartphone Epidemie: Gefahren für Gesundheit, Bildung und Gesellschaft, Klett Cotta
diagnose: media (2020): Gesund aufwachsen in der digitalen Medienwelt, 4. Auflage
Michaela Glöckler (2020): Kita, Kindergarten und Schule als Orte gesunder Entwicklung, edition waldorf
Gerald Lembke, Ingo Leipner (2018): Die Lüge der digitalen Bildung. Warum unsere Kinder das Lernen verlernen, Redline
Paula Bleckmann, Ingo Leipner (2018): Heute mal bildschirmfrei. Ein Alternativprogramm für ein entspanntes Familienleben, Knaur
Ralf Lankau (2017): Kein Mensch lernt digital. Über den sinnvollen Einsatz neuer Medien im Unterricht, Beltz
Jean M. Twenge (2017): iGen. Why Today’s Super-Connected Kids Are Growing Up Less Rebellious, More Tolerant, Less Happy—and Completely Unprepared for Adulthood—and What That Means for the Rest of Us, Atria Books
Nicholas Kardaras (2016): Glow Kids. How Screen Addiction Is Hijacking Our Kids - and How to Break the Trance Hardcover, St. Martin's Press.
Paula Bleckmann (2016): Medienmündig: Wie unsere Kinder selbstbestimmt mit dem Bildschirm umgehen lernen, Klett-Cotta
Bert te Wildt (2016): Digital Junkies. Internetabhängigkeit und ihre Folgen für uns und unsere Kinder, Droemer
Edwin Hübner (2015): Medien und Pädagogik: Gesichtspunkte zum Verständnis der Medien, Grundlagen einer anthroposophischanthropologischen Medienpädagogik, Pädagogische Forschungsstelle beim Bund der Freien Waldorfschulen (Hrsg.)
Christoph Möller (Hg.) (2015): Internet- und Computersucht. Ein Praxishandbuch für Therapeuten, Pädagogen und Eltern, Kohlhammer
Alexander Markowetz (2015): Digitaler Burnout. Warum unsere permanente Smartphone-Nutzung gefährlich ist, Droemer
Manfred Spitzer (2014): Digitale Demenz. Wie wir uns und unsere Kinder um den Verstand bringen, Droemer TB

Scarica il rapporto finale (PDF)